Programma GIUSTIZIA 2014- 2020

Programma: GIUSTIZIA
Settore: Giustizia e Affari Interni
Durata: 2014-2020 (art. 1 Reg. UE n. 1382/2013, 17.12.2013, di seguito Regolamento)

Beneficiari:
a- Persone Giuridiche (art. 7, n. 1 Regolamento)
b- Organismi ed entità a scopo di lucro avranno accesso al programma solo in associazione con organizzazioni senza scopo di lucro o pubbliche. (art. 7 Reg. n. 2)
c- Organizzazioni Internazionali attive nei settori interessati dal programma. (art. 7 Reg. n. 3).
Non partecipano al programma, il Regno Unito e la Danimarca.

Aree Ammissibili:

L’accesso al programma è aperto a tutti gli organismi aventi al propria sede legale:
a- Negli stati membri dell’Unione (art. 7 Reg. n. 1 a )
b- Nei paesi dell’Associazione Europea di libero scambio (EFTA) che sono parte dell’accordo sullo Spazio Economico Europeo, conformemente a tale accordo (art. 7 Reg. 1 b)
c- Nei paesi candidati, potenziali candidati e in via d’adesione all’ Unione, conformemente ai principi e alle condizioni generali sanciti per la partecipazione di tali paesi ai programmi dell’Unione stabiliti nei rispettivi accordi quadro e decisioni del Consiglio di associazione o accordi simili (art. 7, n. 1 c Regolamento)
Obiettivo generale del Programma: Contribuire all’ulteriore sviluppo di uno spazio europeo di giustizia basato sul riconoscimento reciproco e la fiducia reciproca, in particolare, attraverso la promozione della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale (art. 3 Reg.)

Tale obiettivo, risponde all’esigenza di creare uno spazio di libertà, sicurezza e Giustizia in cui le persone siano libere di circolare, principio già espresso nel Trattato Funzionamento della U.E.( n. 1 Reg.).
In un’Europa senza frontiere sono numerose, infatti, le occasioni che possono portare i cittadini a comparire dinanzi ad un tribunale di un altro paese dell’E.U.. Si pensi, per esempio, a persone rimaste coinvolte in incidenti mentre sono in vacanza o all’estero per motivi di lavoro, ovvero che fanno ordinazioni, via internet, all’estero, di merci che non vengono loro consegnate o che si rivelano difformi o viziate rispetto a quelle ordinate, ovvero al genitore stabilitosi in un altro paese, senza il consenso dell’altro genitore.
In un autentico spazio di giustizia europeo, i cittadini non dovrebbero essere scoraggiati dall’esercitare i propri diritti né dovrebbe essere loro impedito, né la complessità dei vari sistemi legali o amministrativi dei paesi U.E., dovrebbe costituire una barriera. E’ evidente, pertanto, la necessità di avere regole valide in tutta l’ U.E, per poter trattare le controversie transfrontaliere; per assicurare una cooperazione efficiente fra i tribunali di paesi diversi e per consentire alle sentenze pronunziate in un paese, di essere applicate in tutta l’U.E.
La situazione imprenditoriale potrà trarre un sensibile vantaggio, se si renderà più efficace l’esecuzione dei crediti commerciali, si semplifica l’esecuzione delle decisioni nelle controversie transnazionali (riducendo burocrazia e costi), se si introducono regole per aiutare i creditori a recuperare i crediti transfrontalieri (attualmente circa il 63% non viene recuperato), ed, infine, si modernizzano le procedure di insolvenza per aiutare le imprese che, diversamente,, non riuscirebbero a continuare le attività.
Detta esigenza, quella di creare uno spazio di giustizia effettivo, è stata prevista, come priorità, altresì dal Programma di Stoccolma (G.U. C 115 del 4.5.2010, pag. 1), che ha indicato quale priorità, quella di sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e ha indicato quale priorità politica, la realizzazione di un’Europa del diritto e della Giustizia (n. 2 Reg. ). E’opportuno, pertanto, che si sviluppi uno spazio di giustizia funzionante, in cui siano eliminati gli ostacoli ai procedimenti giudiziari transfrontalieri e all’accesso alla giustizia in situazioni transnazionali, essendo ciò un fattore chiave per sostenere gli obiettivi specifici e le iniziative faro della strategia Europa 2020 e facilitare, in questo modo, meccanismi destinati a promuovere la crescita (n. 3 Reg.). A tal fine, si osserva che “la formazione giudiziaria è fondamentale per rafforzare la fiducia reciproca e migliorar la cooperazione tra autorità ed operatori giudiziari nei vari stati membri. La formazione giudiziaria dovrebbe essere considerata un elemento essenziale nella promozione di un’autentica cultura giudiziaria europea (n. 5 Reg.).
L’accesso alla Giustizia dovrebbe includere, in particolare, l’accesso agli organi giurisdizionali, a metodi di risoluzione extragiudiziale delle controversie, nonché, a titolari di cariche pubbliche tenute per legge a fornire alle parti una consulenza legale indipendente ed imparziale (n. 8 Reg. ).
Ulteriore obiettivo che il programma mira a realizzare, è quello adottato dal Consiglio in materia di “strategia” dell’U.E. in materia di droga. In particolare, l’ Obiettivo è quello di raggiungere una contemporanea riduzione della domanda e della offerta di droga.
Le droghe rappresentano un problema sociale e di salute complesso che interessa milioni di cittadini, atteso che attualmente, ogni anno, nell’U. E. perdono la vita circa 6.100 individui per overdose, cui devono aggiungersi circa 1.700 morti per HIV/AIDS indotta dall’uso di droghe e altre 1.800 persone, che contraggono il relativo virus a
causa dell’uso di droghe.
In tale scenario, compito dell’U.E., è quello di monitorare e valutare le azioni intraprese dagli stati membri per ridurre l’uso degli stupefacenti, prevenire i crimini connessi e smantellarne il traffico, proporre, se necessario, misure U.E. di controllo per le nuove droghe dopo un’attenta analisi di valutazione dei rischi; applicare le leggi dell’U.E per controllare e prevenire l’uso di sostanze chimiche per la produzione di sostanze stupefacenti illecite ed incentivare la cooperazione europea, offrendo assistenza finanziaria nel campo delle sostanze stupefacenti illecite.
In ultimo, ma non meno importante, in attuazione dell’art. 3 par. 3 Trattato sull’U.E, dell’art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’U.E e alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989, il programma“dovrebbe sostenere la protezione dei diritti del minore, compresi il diritto ad un giusto processo, il diritto a comprendere il procedimento, al rispetto della vita privata e familiare e all’integrità e dignità. In particolare, il programma dovrebbe mirare ad aumentare la protezione dei minori nell’ambito dei sistemi giudiziari e il loro accesso alla giustizia e ad integrare la promozione dei diritti del minore nell’attuazione di tutte le sue azioni”. (n. 12 Reg.).

Il programma Giustizia 2014-2020, sostituisce i programmi Giustizia Penale, Giustizia Civile e Prevenzione e Informazione in materia di droga attinenti alla precedente programmazione 2007-2013. Del tutto ovvio che “.. il programma dovrebbe continuare a sviluppare le attività svolte in passato nell’ambito di tre programmi definiti dalla decisione 2007/126/Gai del Consiglio….” (n. 17 Reg.) . I finanziamenti, nell’ottica comune di ogni programma, privilegeranno attività che “…presentino un evidente valore aggiunto europeo, ossia in cui l’intervento dell’Unione possa apportare un valore aggiuntivo rispetto all’azione isolata degli Stati membri… Le azioni …dovrebbero contribuire alla creazione di uno spazio europeo di giustizia promuovendo il principio del mutuo riconoscimento, sviluppando la fiducia reciproca tra gli stati membri, incrementando la cooperazione e il lavoro di reti transfrontaliere e conseguendo la corretta, coerente ed uniforme applicazione del diritto dell’Unione”. A tal fine, “ e’auspicabile che il finanziamento delle attività contribuisca altresì a diffondere una migliore e più efficace conoscenza del diritto e delle politiche dell’Unione da parte di tutti i soggetti interessati…(n. 18 Reg.).
Può ben dirsi pertanto, che il programma “Giustizia” fornisce il sostegno all’applicazione efficace della normativa UE nei settori della Cooperazione giudiziaria in materia civile e penale e del contrasto al traffico di droga e altri illeciti connessi alla droga. Esso contribuisce a garantire un adeguato accesso alla giustizia in Europa, sia per i cittadini che per le imprese nei contenziosi trans frontalieri.
Nell’ottica dell’efficiente distribuzione delle risorse del bilancio ’U.E., è opportuno inoltre, “che siano ricercate coerenza, complementarietà e sinergie tra i programmi di finanziamento che presentino stretti legami tra loro, in particolare tra il programma e il Programma “Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza” istituito dal Regolamento…., lo strumento per il sostegno finanziario per la cooperazione di polizia, la prevenzione e al lotta alla criminalità e al gestione della crisi, quale parte del fondo di sicurezza interna, il programma Salute per la crescita, il programma Erasmus+…il programma quadro “Orizzonte 2020…e lo strumento di assistenza predesione (IPAII)” (n. 26 Reg.).
Gli interessi finanziari dell’Unione dovrebbero essere tutelati …attraverso misure proporzionate, ivi compresi la prevenzione, l’individuazione l’investigazione degli illeciti, il recupero dei fondi perduti, indebitamente versati o non correttamente utilizzati e, se del caso, l’imposizione di sanzioni amministrative e finanziarie in conformità al regolamento finanziario (art. 27 reg.).

Obiettivi specifici:
Al fine di conseguire l’obiettivo generale, il programma prevede i seguenti obiettivi specifici (art. 4 Reg. n 1, 1a, 1b, 1c, 1d)

a- Facilitare e sostenere la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale.
b- Sostenere e promuovere la formazione giudiziaria, ivi compresa la formazione linguistica sulla terminologia giuridica, al fine di promuovere una cultura giuridica e giudiziaria comune.
c- Facilitare l’accesso effettivo alla giustizia per tutti e promuovere e sostenere i diritti delle vittime della criminalità, rispettando i diritti della difesa.
d- Sostenere iniziative nell’ambito della politica in materia di droga, sugli aspetti della cooperazione giudiziaria e della prevenzione della criminalità strettamente connessi all’obiettivo generale del programma.

Gli obiettivi specifici del programma sono perseguiti provvedendo , in particolare, a:
– Incrementare la consapevolezza e conoscenza del diritto e delle politiche dell’Unione da parte dell’opinione pubblica;
– Migliorare la conoscenza del diritto dell’Unione, comprese le norme sostanziali e procedurali, gli strumenti di cooperazione giudiziaria e la relativa giurisprudenza della Corte di giustizia dell’U.E, nonché il diritto comparato, al fine di garantire un’efficace cooperazione giudiziaria in materia civile e penale;
– Sostenere l’attuazione e l’applicazione efficaci, completi e coerenti degli strumenti dell’Unione negli Stati membri nonché il loro monitoraggio e la loro valutazione;
– Promuovere la cooperazione transfrontaliera, migliorare la conoscenza e la comprensione reciproche del diritto civile e penale, nonché dei sistemi giuridici e giudiziari degli Stati membri e rafforzare la fiducia reciproca;
– Migliorare la conoscenza e la comprensione dei potenziali ostacoli al buon funzionamento di uno spazio europeo di giustizia;
– Migliorare l’efficacia dei sistemi giudiziari e la loro cooperazione attraverso tecnologie dell’informazione e della comunicazione, compresa l’interoperabilità transfrontaliera dei sistemi e delle applicazioni (at. 4, n. 2, 2a, 2b, 2c, 2d, 2e e 2f Reg. ).
Le “Azioni” dirette all’attuazione del Programma, mirano a promuovere la parità di genere nonché dei diritti del minore, …”tra l’altro mediante una giustizia a misura di bambino” (art. 5 Reg.)e ad evitare qualsivoglia forma di discriminazione.
Azioni finanziabili (art. 6 Reg.)
a- Attività di analisi, quali raccolta di dati e statistiche, elaborazione di metodologie e, se del caso, indicatori o criteri di riferimento comuni, studi, ricerche, analisi e indagini, valutazione, elaborazione e pubblicazione di guide, relazioni e materiale didattico; convegni, seminari, riunioni di esperti e conferenze.
b- Attività di formazione, come scambi di personale, convegni , seminari, eventi di formazione per formatori, comprese attività di formazione linguistica sulla terminologia giuridica e lo sviluppo di moduli di formazione in linea o di moduli di formazione di altro tipo per i membri della magistratura e gli operatori giudiziari.
c- Attività di apprendimento reciproco, cooperazione, sensibilizzazione e divulgazione, quali lo scambio di buone prassi nonché di esperienze ed approcci innovativi, l’organizzazione di valutazioni a pari livello e di apprendimento reciproco, l’organizzazione di seminari, conferenze, campagne di informazione, compresa la comunicazione istituzionale delle priorità politiche dell’Unione nella misura in cui si riferiscono agli obiettivi generali del programma; la raccolta e la pubblicazione del materiale al fine di divulgare informazioni relative al programma e ai suoi risultati, lo svilupp9o, la gestione e l’aggiornamento dei sistemi e strumenti che utilizzano le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, compreso l’ulteriore sviluppo del portale europeo della giustizia elettronica quale strumento per migliorare l’accesso dei cittadini alla giustizia.
d- Sostegno ai principali attori le cui attività contribuiscono all’attuazione degli obiettivi del programma, come il sostegno agli stati membri nella fase di attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione, il sostegno a importanti attori e a reti di livello europeo, anche nel campo della formazione giudiziaria, sostegno al lavoro di rete a livello europeo tra organi ed entità specializzati nonché, tra autorità nazionali, regionali e locali nonché, organizzazioni non governative.
Risorse disponibili
La dotazione finanziaria prevista è di 377,604 milioni di euro

Finanziamenti
Il programma sosterrà progetti europei con sovvenzioni (cofinanziamenti) erogate attraverso inviti a presentare proposte (Call for Proposals) pubblicati periodicamente sulla Gazzetta Ufficiale dell’U.E. e/o sul sito ufficiale

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Documenti: Regolamento U.E. n. 1382/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio , del 17.12.2013, che istituisce il programma Giustizia 2014/2020, Gazz. Uff. U.E., serie L 354 del 28.12.2013

 

A cura di Maria Franca Tarantino