In una fase economico-finanziaria globale in cui reperire fondi per sostenere un idea progettuale, seppur rivoluzionaria e innovativa, risulti esser sempre più arduo e demotivante, vi è uno strumento che ne rappresenta il biglietto da visita a cui ogni possibile finanziatore guarda per trovar quei presupposti allettanti tali da favorirne un sostegno più o meno cospicuo.
Tale strumento è il “Business Plan”.
La fonte di finanziamento può assumere sembianze sia pubbliche che private, ne sono esempi gli istituti di credito o i cosiddetti “business angels”, ma altresì enti regionali (finanziamenti indiretti/strutturali) o la stessa Commissione Europea (finanziamenti diretti).
Ciò che accomuna tutti i soggetti su citati è il bisogno di lasciarsi conquistare dall’idea che vien loro prospettata e perché ciò avvenga è necessario supportare il concept con studi di fattibilità ad hoc che ne dimostrino la validità tecnica, organizzativa, di recepimento dal mercato ma soprattutto economico-finanziaria.
Il peso specifico dei differenti studi di fattibilità è conseguenza diretta dell’ambito in cui si andrà a realizzare un progetto: un progetto imprenditoriale di stampo altamente tecnologico presenterà un peso notevolmente maggiore nello studio di fattibilità tecnico, al contrario un progetto culturale di stampo internazionale concentrerà maggiori attenzioni nella valutazione organizzativa.
L’obiettivo finale di un Business Plan è di consegnare un quadro d’insieme esaustivo all’interlocutore che spesso e volentieri dedica le sue attenzioni prevalentemente alla valuta-zione economico-finanziaria sebbene, limitatamente ai “business angels” più lungimiranti e alla Commissione Europea, risultino ricoprire un importanza maggiore gli studi inerenti la validità tecnica e di marketing.
Volendo individuare una successione logica nella realizzazione di un efficace Business Plan potremmo così suddividere le aree:
1. Executive Summary
2. Descrizione concept/progetto
3. Studio del mercato e piano di Marketing
4. Studio di Fattibilità Tecnico
5. Piano Organizzativo
6. Piano Economico-finanziario.
E’ di facile intuizione il ruolo del sommario iniziale, una parte introduttiva con l’intento di comunicare informazioni in merito ai soggetti proponenti, alla finalità del piano, ai destinatari e riferimenti generici alle strategie e agli aspetti economici e finanziari del progetto.
La descrizione del concept/progetto entra un po’ più nel merito del/i soggetto/i promotori e degli obiettivi a breve, medio o lungo termine.
Gli studi seguenti, al contrario, devono esaminare in maniera approfondita ogni singolo aspetto dell’idea progettuale e del conseguente iter realizzativo al fine di soddisfare, in modo preventivo, ogni possibile quesito posto dal destinatario.
L’obiettivo di questo articolo è quello di suggerire uno schema di massima sul fine e sui contenuti principali di un Business Plan corretto. Nei successivi articoli si approfondiranno i singoli studi di fattibilità su citati al fine di consegnare al lettore un quadro d’insieme soddisfacente.
a cura di: Ing. Amatore D’Ursi